giovedì 11 giugno 2009

Talking about a revolution.


Assetate sdegnano l'abbeverata
corrono al suo richiamo
tendono alla sua mano
cavalle del Profeta
Profeta, Dio lo ha in gloria, Mohammed.


Giovanni Lindo Ferretti, Cavalli e cavalle.

Ma poi in che punto storico nasce sta cattiva reputazione dei sciiti (non solo qui da noi?) che a parte a me, te e corbin stan sulle balle a tutti sembra :)

Can Sboldro.

E' un'ottima domanda questa di Can Sboldro, tanto che ci dedichiamo un post. Parlare della percezione dello Sciismo nel corso della sua storia non è cosa semplice. Proverei a distinguere almeno tre livelli di analisi. Primo è l'effettiva evoluzione dello Sciismo e delle sue numerose correnti, e il suo rapporto con l'aspetto giuridico dell'Islam. Secondo è la fama dello Sciismo all'interno dell'Umma islamica dalla sua nascita in poi. Ultima viene la percezione dello Sciismo in occidente, fenomeno invero piuttosto recente e fortemente influenzato tanto dal primo quanto dal secondo punto.

Cominciamo dal principio. Perché gli Sciiti si divisero dai Sunniti? 'Ali, nipote e genero del Profeta (su di Lui la pace), si oppose da principio all'elezione di Abu Bakr al ruolo di primo Califfo, vicario di Maometto. A posteriori, possiamo trovare diversi moventi a questa scelta.


Personale: 'Ali, in quanto parente di sangue e acquisito del Profeta, pensava di aver più diritto di Abu Bakr alla sucessione. 

Politica: 'Ali e i suoi seguaci, ben conoscendo la tendenza a dividersi in tribù del popolo arabo, volevano impedire che alla morte di Maometto la comunità ricadesse preda di vecchie lotte intestine. Di fatto l'idea di Umma fu creata dal Profeta proprio per eliminare le antiche rivalità: mantenendo l'autorità dell'Umma nelle mani dei discendenti del Profeta (ormai esterni al sistema tribale), 'Ali e i suoi compagni volevano perpetrare quest'unità. Movente primario era per loro il timore che il ritorno al tribalismo portasse nuovamente in auge le disparità tra i musulmani, cancellando un principio basilare dell'Islam di Maometto: l'egualitarismo. Davanti ad Allah tutti gli uomini sono come i denti di un pettine, disse il Profeta.

Religiosa: in quanto favorito del Profeta, 'Ali si proclamava detentore del significato esoterico del Corano, la rivelazione divina. Senza il cuore segreto della Parola, la profezia di Maometto rischiava di venir travisata, confusa e ridotta al suo freddo lato giuridico, l'essoterico.

Uno storico materialista potrebbe facilmente ricondurre la seconda e la terza motivazione a pretesti ideologici della prima. Sostenitori di questa o quella posizione potrebbero facilmente dare la preminenza a una ignorandone altre. Il fatto è che le tre motivazioni coesistono e, anzi, simboleggiano vicendevolmente l'una con l'altra. Il contesto inafferrabile che unifica i tre livelli interpretativi è di fatto l'autentica motivazione.

Detto questo, forse saprete come continua la storia: 'Ali, divenuto il quarto Califfo, fu ucciso dal governatore della Siria Mu'awiya, della famiglia degli Omayyadi (un tempo feroci oppositori di Maometto). 'Ali è considerato dagli Sciiti il primo Imam, guida, custode e interprete del nucleo segreto della religione, e alla sua morte ereditarono il suo ruolo il figlio Hasan (che secondo i Sunniti abdicò mentre secondo gli Sciiti fu avvelenato) e poi Husayn, ucciso dagli Omayyadi nella leggendaria battaglia di Karbala, 680 d.C.

Questa allegra storiella di martiri e sangue diede alla fazione di 'Ali, coloro i quali iniziarono a chiamarsi Sciiti, la loro simbologia di sacrificio para-cristologica e una liturgia basata sul colore nero e sul lutto. A questo aggiungete le loro posizioni politiche e religiose (egualitarismo, esistenza di un cuore esoterico del testo sacro che va al di là della legge) e avrete un'idea di che cosa gli Sciiti fossero in origine. Rivoluzionari.

E come tutti i rivoluzionari furono oggetto delle peggiori persecuzioni e diffamazioni da parte dei Sunniti, seguaci del potere costituito dei Califfi e poi dei Sultani. Sulle difficili relazioni odierne tra i seguaci della Shi'a e della Sunna pesa ancora la propaganda Omayyade. Nei secoli successivi, poi, gli Sciiti si mantennero fedeli al loro ruolo cercando sovente di rovesciare il potere da loro considerato illegittimo, pensate all'esempio degli Ismailiti di cui parlammo tempo addietro.

Ogni dottrina rivoluzionaria, però, tende a sviluppare a sua volta un suo dogmatismo. E questo fecero anche gli Sciiti, tanto più che la radice esoterica della loro dottrina non era facilmente accessibile (beh, altrimenti che esoterismo sarebbe?). Anche lo Sciismo, quindi, ebbe la sua shari'a, il cui rapporto con il batin, il senso segreto della rivelazione, costituisce uno dei motivi principali per la nascita di correnti e fazioni all'interno dello Sciismo stesso. Insomma, un po' come i comunisti.


Parallelamente all'esistenza di uno Sciismo dogmatico, si sviluppa a sua volta anche un altro fattore originale: l'esistenza del clero. Il cosiddetto clero sciita si forma soltanto secoli dopo la nascita del movimento, e forse non a caso, per influsso di un potere temporale sciita, l'impero dei Safavidi di Persia (1501-1722). In ogni caso, il ruolo della gerarchia religiosa rimase sempre critico nei confronti del potere, senza mai diventare un mero strumento nelle sue mani. In questo si riflette la tendenza alla struttura duplice nel pensiero sciita: essoterico ed esoterico, Profeta e Imam. Se da un lato, quindi, possiamo vedere nella formalizzazione del clero sciita un rafforzamento di atteggiamenti dogmatici (simili a quelli sunniti), d'altra parte comporta una netta separazione tra potere spirituale e temporale.

Il momento storico decisivo per la nascita dell'attuale percezione dello Sciismo nel mondo è la Rivoluzione Iraniana. Di fronte a un potere temporale del tutto screditato, il clero sciita decise di cavalcare l'ondata rivoluzionaria popolare per istituire un nuovo ordine e portare la Fede al potere. La strategia di Khomeini (il cui libro Lo stato islamico risente non poco dell'influenza hegeliana) sarebbe sembrata blasfema a uno sciita medievale, poiché porta il potere spirituale a farsi carico di quello temporale, annullando l'autorità dell'esoterico nell'espressione dell'essoterico. In effetti sarebbe interessante andare ad analizzare i possibili parallelismi tra il khomeinismo e il cattolicesimo di Ratzinger. 

L'ayatollah cercò di ovviare a questa contraddizione creando un doppio sistema di governo per la repubblica teocratica, un sistema in cui agli organi democraticamente eletti di governo e parlamento si affiancano consigli religiosi e autorità spirituali con diritto di veto. Il rovesciamento ideologico del pensiero sciita effettuato da Khomeini ha quindi creato il paradosso di un regime religioso coesistente a uno dei pochi sistemi democratici del medioriente.


Quella Rivoluzione fece conoscere alle masse del cosiddetto Occidente il mondo dello Sciismo, fino a quel momento predominio esclusivo di appassionati orientalisti. Purtroppo, l'evoluzione di quell'evento diede modo alla millenaria propaganda anti-sciita dei Sunniti di approdare sulle rive europee e americane, trovando giustificati appigli nelle politiche di Teheran.

A mio parere però, non si deve dimenticare come sia stato proprio l'Iran sciita a tentare la via di una Rivoluzione modernizzatrice, democratica, tollerante e al contempo religiosa. Che questo tentativo sia fallito a favore delle frange più estremiste e dogmatiche è prassi comune a molte rivoluzioni, come c'insegna il buon Robespierre. Resto comunque dell'idea che lo spirito della Rivoluzione del 1979 sia la chiave con cui il mondo islamico (tanto sciita quanto sunnita) potrebbe aprire i cancelli di una nuova epoca. Se mi consentite nuovamente di citare la mia musa...


Quando Heidegger caratterizza l'avvenire stesso come "essere-stato" (Gewesene) o, più precisamente, qualcosa che è "essendo-stato", egli colloca l'avvenire stesso nel passato; non, ovviamente, nel senso che viviamo in un universo chiuso in cui ogni possibilità futura è già contenuta nel passato, in modo tale che possiamo solo ripetere, realizzare ciò che è già presente nella struttura ereditata, me nel senso molto più radicale dell'"apertura" del passato stesso: il passato stesso non è semplicemente "ciò che è stato", esso contiene potenziali nascosti, non realizzati, e l'avvenire autentico è la ripetizione/recupero di questo passato, non del passato come è stato, ma di questi elementi nel passato che il passato stesso, nella sua realtà, ha tradito, represso, non è riuscito a realizzare. In questo senso oggi si deve "ripetere Lenin": scegliere Lenin come proprio eroe (per parafrasare Heidegger) non per seguirlo e fare la stessa cosa oggi, ma per ripeterlo/recuperarlo nel senso di portare alla luce le potenzialità non realizzate del leninismo.

Slavoj Žižek, In difesa delle cause perse.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

si inizia con maometto e si finisce con lenin?!? :P

poi ribaltando la domanda, vien anche da chiedersi com'è che una religione di natura essenzialmente esoterica abbia avuto tanta diffusione no?

mz

Zimisce ha detto...

hehehe, voli pindarici.

e adesso? un altro post? :)

c'è da tenere in conto comunque che fino al XVI secolo lo sciismo rimane una componente numericamente minoritaria, e anche oggi copre circa il 10% della comunità islamica mondiale.

a fianco al messaggio liberatorio dell'Islam primitivo, lo sciismo ha sempre avuto il vantaggio di catalizzare malcontenti politici e sociali, collocandoli in un ambito religioso.

con i Safavidi, poi, la sciizzazione della popolazione rispondeva alla necessità degli shah (eredi di una setta sufi sciita) di creare una "via iraniana all'Islam", che fungesse da collante nazionale di fronte alle rivendicazioni di preminenza sunnite dei Moghul e degli Ottomani.

esoterismo e politica, quindi, si intrecciano nella storia dello sciismo, costituendo uno dei suoi punti di forza. alle volte in armonia, come nel caso di buona parte della storia fatimide o nel caso degli assassini. altre volte la seconda ha prevalso sulla prima, come nel caso del khomeinismo, degradando lo sciismo a una versione ideologicamente differente della Sunna. oh, è un discorso a grandi linee, ovviamente. con una storia così lunga non è facile parlare in generale.